Cantina Valpolicella Negrar

Il progetto della Cantina Valpolicella Negrar propone di saldare la spaccatura formatasi, nel corso del tempo, tra una delle regioni italiane più vocate alla viticoltura e l’azienda, dettata da anni di ampliamenti disomogenei e casuali guidati esclusivamente da logiche funzionali. L’obiettivo è perseguito attraverso un intervento che proietti anche all’esterno l’attenzione che l’azienda riserva alla produzione agricola, capace di promuovere la cultura del vino fatta di tecniche, competenze e tradizioni affascinanti attraverso un denominatore estetico altrettanto coinvolgente. La problematica della serie di ampliamenti disomogenei viene affrontata creando una scatola caratterizzata dall’ideale smaterializzazione delle botti sui nuovi fronti, ulteriormente connotati da tagli morbidi, proiezione del tipico andamento dei vigneti della zona. Il materiale, riciclato e riciclabile, costituito dal legno “tostato” (lavorazione tradizionalmente utilizzata per le botti da vino) viene impiegato per la sua capacità di interazione con il contenuto, in grado di creare cambiamenti sostanziali con uno scambio naturale: la lenta e graduale ossigenazione che la botte lignea è in grado di dare al vino viene reinterpretata attraverso una pelle tecnologica e “green”, capace di palesare formalmente l’identità della Cantina.